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1 di #100happydays: l’identità

20 Apr

Mi è sempre piaciuto leggere, i fiori, il caffè, i giorni di festa, le mattine col sole, le terrazze.

 

 

100happydays

Mattina di Pasqua affacciata alla luce

 

 

Happy Easter con il primo di #100happydays: una felicità al giorno per 100 giorni di fila.

È da quando Alessandra ne ha scritto sul suo blog che penso “Potrei farlo anche io!”

Non sono costante sulla lunga distanza. è un mio grande limite. Anche per superare questo limite voglio provare a stare su un impegno per 100 giorni di fila. E perché la felicità, insieme alla libertà, è nelle mie corde: per condire la mia vita di piccoli attimi dedicati tutti a me, piccoli attimi a misura della mia pura felicità anni fa ho scelto di andare a vivere da sola.

Da oggi, ogni giorno per 100 giorni, fotograferò questi attimi.

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Periferia della gioia

6 Ott

il corpo tenue, mosso dal vento,
percorre una strada
gli sono concessi i fiori, l’erba che ondeggia
e il sogno della principessa
nella stanza, la dolce certezza
di non essere
visibili
[…]
avanzando nella distanza
si può anche trovare un corpo, al confine

Milo De Angelis, Poesie, Mondadori, Milano 2008

anche se la voglia
è di credere subito a tutto
(Milo De Angelis)

È tornato il sole sulle mie braccia nude dietro i vetri della finestra. Questo autunno sembra una primavera del corpo, è senza resa e senza battaglia. È abbandono, è periferia della gioia e spinge più in là. Sono entrata nella notte, ma è a questa luce carica dei mattini che cede ogni mia mollezza.
[Guardarti da lontano, dal buio, è già scrivere i giorni]

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Il senso della comunità

9 Giu

La luce si riflette più bianca del solito in questa Domenica mattina. La sensazione è che tanto chiarore durerà poco, come le ciliegie che una tira l’altra. Forse sarà così anche per gli articoli raccolti negli Scritti corsari di Pasolini, forse. Se ci sono autori che arrivano da lontano nella propria storia personale, che ad essa appartengono praticamente da sempre e si stratificano con il diventare grandi, ce ne sono altri la cui scoperta è stata tardiva, è passata dalla necessità e con loro il rapporto è sempre stato ambivalente.
Pasolini è uno di essi, perché i suoi romanzi scarseggiavano nella libreria dei miei genitori e quei due che c’erano parlavano un linguaggio lontano da quello di una adolescente, perché il Pasolini regista ha sempre avuto su di me un fascino accattivante fin dai tempi del liceo e ha offuscato l’amore per lo scrittore, anche se non per la lungimiranza di certo suo pensare.

Gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini in una mattina di inizio Giugno

Gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini in una mattina di inizio Giugno

Da domani, Lunedì 10 Giugno 2013, la comunità che si è formata nei mesi scorsi attorno alla riscrittura in 140 caratteri di #Leucò rinnoverà l’esperienza della twitteratura con Pasolini. Dentro la comunità dei #Corsari apporrò le prime sottolineature, piegherò con le prime orecchie gli angoli delle pagine, attaccherò i primi post it al volume ancora intonso dei miei Scritti corsari, che per cominciare sono di un rosso bellissimo con un’elegante campeggiare in grigio cielo del nome dell’autore.

[Gli account da seguire su Twitter per stare coi #Corsari sono, innanzitutto, quello di Pier Paolo Pasolini e dei suoi Scritti corsari, quindi quello dei tre ideatori del progetto: Paolo Costa, Hassan Bogdan Pautàs e Pierluigi Vaccaneo.]

Aggiornamenti costanti sulla mia avventura e i miei sguardi tra i #Corsari, qui.

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Con la testa nel ventre

5 Mag

La vasca è di quelle corte, ma se stringi ancora un po’ le ginocchia al petto riesci a scivolare sulla schiena, e a immergerti fino al collo, al mento, alla bocca. Stai con le orecchie dentro e il naso fuori. Scopri il mondo acustico che c’è di sotto: un tubo che sgocciola, la musica di una radio. Da qualche parte un cane abbaia. Squilla un telefono e il volume della radio si abbassa, qualcuno attraversa una stanza.

Paolo Cognetti, Sofia si veste sempre di nero

Paolo Cognetti, Sofia si veste sempre di nero.
(Io solo quando voglio sentirmi magra.)

La luce che inonda la vasca da bagno chiama la pelle a distendersi, gli occhi a chiudersi, i pensieri a galleggiare in assenza di peso. La necessità è seguire l’istinto del corpo, assecondare la scelta di libertà che in certe mattine pesa come un macigno. Di Domenica si esercita la dispersione.

(Chissà come vengono fuori le parole d’amore fra sconosciuti. Le possiedi per un attimo, poi fanno giri che inondano e ti sembra di averle perse.)

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L’esercizio della libertà

3 Mar

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Le cianfrusaglie, la paccottiglia, i momenti improvvisati e quelli andati a monte, fluire attraverso, abbandonarsi al trasporto.
[La luce è velata, arriva radente.]

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La pelle bianca come la neve

24 Feb

La luce non è abbastanza bianca nei giorni in cui scende la neve, fa quasi male agli occhi.

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Appartiene alle domeniche-roccaforte il caffè ristretto e molto amaro, una miscela intensa di Arabica dall’Africa Orientale. Appartiene loro il tornare a ricordi antichi, ai sogni delle fiabe, ad una femmina bianca come la neve e rossa come il sangue.

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La mancanza d’amore non genera mostri

21 Feb

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Le piccole librerie hanno il fascino delle persone che le abitano, diventano il luogo in cui ci si sente a casa, quello in cui si va a spendere del tempo tra scelte condivisibili o meno, sono il posto in cui si sta anche per delle ore tra volumi di ultima uscita, chiacchiere con il libraio-che-poi-è-anche-un-amico-e-un-consigliere.
Le librerie della grande distribuzione sono rifugi occasionali mentre fuori nevica, quando il tuo uomo non ti chiama ormai da giorni ed è uscito quel disco nuovo e malinconico, quello che ti fa pensare che l’amore spesso è un po’ un fantasma, che l’amore è anche dentro una mancanza.

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