Archive | marzo, 2016
Citazione

sembrava indipendente dagli affetti

29 Mar

Irina osservava Alma con la stessa fascinazione di uno zoologo davanti a una salamandra immortale. La donna non assomigliava a nessuno che lei avesse conosciuto e certamente a nessuno degli anziani del secondo e del terzo livello. Era gelosa della sua indipendenza, priva di sentimentalismo e di attaccamento alle cose materiali, sembrava indipendente dagli affetti, fatta eccezione per il nipote Seth, e si sentiva così sicura di sé da non cercare sostegno né in Dio né nello zuccheroso stato di beatitudine come alcuni ospiti di Lark House, che si professavano spirituali e andavano in giro sbandierando come raggiungere uno stadio superiore. Alma aveva i piedi saldamente a terra. Irina immaginò che la sua alterigia fosse un modo per difendersi dalla curiosità altrui, e la semplicità una forma di eleganza che poche donne potevano evitare senza sembrare sciatte. Portava i capelli, bianchi e folti, tagliati a ciocche irregolari che si pettinava con le dita. Come unico tocco frivolo si dipingeva le labbra di rosso e usava una fragranza maschile di bergamotto e arancia; al suo passaggio quell’aroma fresco si sostituiva al vago odore di disinfettante, vecchiaia e occasionalmente di marijuana di Lark House. Aveva un naso importante, una bocca orgogliosa, le ossa lunghe e mani robuste da operaio; occhi castani, grandi sopracciglia scure e occhiaie violacee, che le conferivano un’aria insonne e che gli occhiali dalla montatura nera non riuscivano a nascondere. La sua aura enigmatica incuteva soggezione; nessuno del personale si rivolgeva a lei col tono paternalistico generalmente usato con gli altri residenti e nessuno poteva vantarsi di conoscerla, fino a quando Irina Bazili riuscì a penetrare nella fortezza della sua intimità.

Isabel Allende, L’amante giapponese, Feltrinelli, Milano 2015, pp. 30-31

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: