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Il sangue da cui veniamo

13 Gen

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L’attesa si compone delle pagine con cui sono nata e di quelle che sono diventata.

Questa Domenica ha una luce flebile, un tè al latte, la marmellata di albicocche, l’edizione dei Dialoghi con Leucò che appartiene a mia madre e con la quale sono cresciuta, il fascino delle 700 lire sulla quarta di copertina, delle sottolineature di quando avevo quindici anni e di quelle successive come strati di esistenza.

Da domani si accumuleranno altri strati di esistenza, alle matite ho dato una femminile veste rosa. Il sangue che scorre nelle vene, che ci dice da dove veniamo e ci dirà dove andremo, sarà sempre rosso vivo.

Domani è Lunedì. Domani su Twitter, dopo l’esperimento de La luna e i falò, si avvierà #Leucò, grazie a Pierluigi Vaccaneo, Hassan Bogdan Pautàs e Paolo Costa.

 

Tutto (è) qui.

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10 Risposte to “Il sangue da cui veniamo”

  1. Sandro jr 13 gennaio 2013 a 12:33 #

    Autoritratto bellissimo perchè “non definitivo”: troppi strati ancora da sovrapporre.
    Sandro

    • Silvia 13 gennaio 2013 a 12:37 #

      Chissà cosa ne sarà di me fra tre mesi, alla fine di #Leucò. Questo tornare ai miti e all’infanzia, Sandro, queste radici da cui fuggo e a cui appartengo senza che il conflitto tra chi ero, chi sono, chi sto cercando di essere si sani mai.

  2. Adamo di Compagnia 14 gennaio 2013 a 18:17 #

    Le sottolineature le preferisco all’evidenziato. Il garbo della calligrafia ai margini dei caratteri tipografici è ex-paragone.

    • Silvia 14 gennaio 2013 a 18:33 #

      L’evidenziato mai. E solo, esclusivamente matita. Una matita dalla mina dura e ben appuntita per gli appunti, una dalla punta più morbida per le sottolineature.

  3. robertablue 27 gennaio 2013 a 10:08 #

    Bellissimo questo tuo spazio, piacere…

    • Silvia 27 gennaio 2013 a 20:24 #

      Grazie Roberta, anche il tuo direi che è un luogo piacevole. 🙂

  4. gelsobianco 17 febbraio 2013 a 02:46 #

    Interessante ciò che ho letto!
    Molto.
    gb

  5. poetella 24 luglio 2013 a 21:58 #

    che tenerezza!
    la stessa edizione dei dialoghetti che ho io…

    700 lire sulla quarta di copertina…

    e dentro…tutto sottolineato…tutto cerchiato…
    tutte notine a latere e punti esclamativi… asterischi, barrette laterali…
    quasi non si legge più…ma tanto, ormai…si sa!

Trackbacks/Pingbacks

  1. Il senso della comunità | Nulla di definitivo - 9 giugno 2013

    […] sarà così anche per gli articoli raccolti negli Scritti Corsari di Pasolini, forse. Se ci sono autori che arrivano da lontano nella propria storia personale, che ad essa appartengono praticamente da sempre e si stratificano […]

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