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Periferia della gioia

6 Ott

il corpo tenue, mosso dal vento,
percorre una strada
gli sono concessi i fiori, l’erba che ondeggia
e il sogno della principessa
nella stanza, la dolce certezza
di non essere
visibili
[…]
avanzando nella distanza
si può anche trovare un corpo, al confine

Milo De Angelis, Poesie, Mondadori, Milano 2008

anche se la voglia
è di credere subito a tutto
(Milo De Angelis)

È tornato il sole sulle mie braccia nude dietro i vetri della finestra. Questo autunno sembra una primavera del corpo, è senza resa e senza battaglia. È abbandono, è periferia della gioia e spinge più in là. Sono entrata nella notte, ma è a questa luce carica dei mattini che cede ogni mia mollezza.
[Guardarti da lontano, dal buio, è già scrivere i giorni]

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Lettera d’amore n. 4 – Dell’intenzionalità

18 Ago

questa luce troppo tenera che chiama…

che mentre io trabocco

di liquido entusiasmo,

mi toglie a me

e mi consegna all’aria…

(Patrizia Cavalli, Datura, Einaudi, Torino 2013, p. 44)

Attorno al caffè si costruiscono storie

Attorno al caffè si costruiscono storie

Dalla finestra della mia camera di bambina la luce la ricordo arrivare velata di grigio da sempre. Non mi sono scoperta qui, non sono (ancora) scoperta dietro questa finestra, non sono mai scoperta. Dentro questa stanza vige la cristallizzazione dei ricordi. Irrompe l’odore del caffè, tu sarai in terrazza e io arriverò?

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L’amore corale e il riscatto

21 Lug

Io ero famosa perché ci davo dentro. Io non mi risparmiavo. Io non mandavo indietro nessuno insoddisfatto. Io saltavo sopra i miei cavalli e li sfiancavo. La lussuria è un sovrano esigente, che ti stordisce, ti fa brillare di orgoglio e mugolare di soddisfazione.

Marco Archetti, Sette diavoli, Giunti, Milano 2013, p. 131

marco_archetti_sette_diavoli In questo Luglio il caldo non arriva, ma l’umidità è tutta sospesa nella luce trafelata che entra dalla finestra della mia camera. Il caldo forte dicono faccia compiere follie, come anche la solitudine o la perdita di fiducia, soprattutto conseguente a un abbandono. L’amore ha molte forme, ognuna contempla il senso di responsabilità e di cura nei confronti dell’oggetto del proprio amore. Il corpo lo sa e, allora, non si risparmia. Scende nei vicoli, sui pavimenti, nel fitto dei boschi e della notte. Sfila fino alla punta dei coltelli, fino alle nocche delle mani, fino al fondo dello sguardo e del ventre.

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Lettera d’amore n. 3 – Dell’amore da lontano

14 Lug

ROMANTICISMO
Qui le notti non sono affatto limpide.
Ma se c’è la luna piena, ce ne accorgiamo.
Proviamo una sensazione un momento,
e subito dopo un’altra.
(da Raymond Carver, Orientarsi con le stelle, Minimum Fax, Roma 2013, p. 104)

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La distanza da colmare ancora prima che sia.

Scrivo lettere ancor prima di partire. Era negli intenti di scriverti, mentre sarò lontana, una lettera ogni due giorni. Questa Domenica si è abbattuta nella stanza in cui leggevo Carver con una luce chiara e rarefatta che indurrebbe a dimenticare la Luna, se non fosse che in una notte di poco più di un anno fa ad una Luna gigante ho appeso un noi che doveva ancora essere.

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Il senso della comunità

9 Giu

La luce si riflette più bianca del solito in questa Domenica mattina. La sensazione è che tanto chiarore durerà poco, come le ciliegie che una tira l’altra. Forse sarà così anche per gli articoli raccolti negli Scritti corsari di Pasolini, forse. Se ci sono autori che arrivano da lontano nella propria storia personale, che ad essa appartengono praticamente da sempre e si stratificano con il diventare grandi, ce ne sono altri la cui scoperta è stata tardiva, è passata dalla necessità e con loro il rapporto è sempre stato ambivalente.
Pasolini è uno di essi, perché i suoi romanzi scarseggiavano nella libreria dei miei genitori e quei due che c’erano parlavano un linguaggio lontano da quello di una adolescente, perché il Pasolini regista ha sempre avuto su di me un fascino accattivante fin dai tempi del liceo e ha offuscato l’amore per lo scrittore, anche se non per la lungimiranza di certo suo pensare.

Gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini in una mattina di inizio Giugno

Gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini in una mattina di inizio Giugno

Da domani, Lunedì 10 Giugno 2013, la comunità che si è formata nei mesi scorsi attorno alla riscrittura in 140 caratteri di #Leucò rinnoverà l’esperienza della twitteratura con Pasolini. Dentro la comunità dei #Corsari apporrò le prime sottolineature, piegherò con le prime orecchie gli angoli delle pagine, attaccherò i primi post it al volume ancora intonso dei miei Scritti corsari, che per cominciare sono di un rosso bellissimo con un’elegante campeggiare in grigio cielo del nome dell’autore.

[Gli account da seguire su Twitter per stare coi #Corsari sono, innanzitutto, quello di Pier Paolo Pasolini e dei suoi Scritti corsari, quindi quello dei tre ideatori del progetto: Paolo Costa, Hassan Bogdan Pautàs e Pierluigi Vaccaneo.]

Aggiornamenti costanti sulla mia avventura e i miei sguardi tra i #Corsari, qui.

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Con la testa nel ventre

5 Mag

La vasca è di quelle corte, ma se stringi ancora un po’ le ginocchia al petto riesci a scivolare sulla schiena, e a immergerti fino al collo, al mento, alla bocca. Stai con le orecchie dentro e il naso fuori. Scopri il mondo acustico che c’è di sotto: un tubo che sgocciola, la musica di una radio. Da qualche parte un cane abbaia. Squilla un telefono e il volume della radio si abbassa, qualcuno attraversa una stanza.

Paolo Cognetti, Sofia si veste sempre di nero

Paolo Cognetti, Sofia si veste sempre di nero.
(Io solo quando voglio sentirmi magra.)

La luce che inonda la vasca da bagno chiama la pelle a distendersi, gli occhi a chiudersi, i pensieri a galleggiare in assenza di peso. La necessità è seguire l’istinto del corpo, assecondare la scelta di libertà che in certe mattine pesa come un macigno. Di Domenica si esercita la dispersione.

(Chissà come vengono fuori le parole d’amore fra sconosciuti. Le possiedi per un attimo, poi fanno giri che inondano e ti sembra di averle perse.)

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L’esercizio della libertà

3 Mar

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Le cianfrusaglie, la paccottiglia, i momenti improvvisati e quelli andati a monte, fluire attraverso, abbandonarsi al trasporto.
[La luce è velata, arriva radente.]

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