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La pelle bianca come la neve

24 Feb

La luce non è abbastanza bianca nei giorni in cui scende la neve, fa quasi male agli occhi.

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Appartiene alle domeniche-roccaforte il caffè ristretto e molto amaro, una miscela intensa di Arabica dall’Africa Orientale. Appartiene loro il tornare a ricordi antichi, ai sogni delle fiabe, ad una femmina bianca come la neve e rossa come il sangue.

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Ho sempre voluto essere Wonder Woman

20 Gen

Se una donna è veramente multitasking lo si appura anche nel momento in cui l’uomo che le piace la chiama: “Mangiamo insieme? Passo a prenderti tra un quarto d’ora.”

Quando l’uomo che la affascina la chiama la donna è appena rientrata a casa, si è struccata e ha indossato tuta e ciabattoni, ma non ha ancora fatto pipì. In stato emotivo confusionale pronuncia un sì concentrandosi solo sul tentativo di non far percepire a lui l’eccessivo entusiasmo. Chiude la comunicazione, cade nel panico, ma non si perde d’animo. Sa, perché lo sa, di essere multitasking.

“Bene, 15 minuti.” Fa un giro a vuoto nello spazio su se stessa, si è sempre un po’ sentita Wonder Woman. “Scollatura, parecchia scollatura visto che lo farò aspettare. Il ritardo scomparirà dietro la scollatura.” Una tattica dozzinale, ma in quindici minuti non ci stanno anche le raffinatezze. Da quando in qua gli uomini guardano più le raffinatezze che le tette? “Via!”

Rinfresca velocemente il viso, stende un velo sottilissimo di crema idratante mentre fa pipì, non si rialza dal water prima di aver dato un’aggiustatina alla linea arcuata delle sopracciglia. Nel frattempo è rimasta in mutande e reggiseno e può provvedere a rivestirsi, semplice ma accurata, soprattutto veloce. Due gocce di profumo, “Dio benedica lo spray!” pronuncia tra sé e sé, un velo di fondotinta e uno di cipria, “Ottima scelta questa cipria in polvere, non lo dimenticherò”. È talmente multitasking che ragiona anche sulle impensate utilità dei prodotti di bellezza. Dopo aver sottolineato il contorno inferiore dell’occhio con un tratto di matita con una mano dà una sfonata ai capelli, con l’altra stende il rimmel. Non ha una terza mano per rispondere al telefono che sta squillando, lo ignora tanto sa come farsi perdonare. Due pennellate di fard, velocissime, perché è sulle labbra e sul loro colore acceso che bisogna avere il tempo di concentrarsi.

Infila le scarpe, un paio di décolletés dal tacco altissimo, con poco più di cinque minuti di ritardo e poggia un foulard attorno al collo. Quello che conta veramente è la conferma di essere ben oltre il multitasking: arriva dallo sguardo che la avvolge sull’ultimo gradino della scala.

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