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1 di #100happydays: l’identità

20 Apr

Mi è sempre piaciuto leggere, i fiori, il caffè, i giorni di festa, le mattine col sole, le terrazze.

 

 

100happydays

Mattina di Pasqua affacciata alla luce

 

 

Happy Easter con il primo di #100happydays: una felicità al giorno per 100 giorni di fila.

È da quando Alessandra ne ha scritto sul suo blog che penso “Potrei farlo anche io!”

Non sono costante sulla lunga distanza. è un mio grande limite. Anche per superare questo limite voglio provare a stare su un impegno per 100 giorni di fila. E perché la felicità, insieme alla libertà, è nelle mie corde: per condire la mia vita di piccoli attimi dedicati tutti a me, piccoli attimi a misura della mia pura felicità anni fa ho scelto di andare a vivere da sola.

Da oggi, ogni giorno per 100 giorni, fotograferò questi attimi.

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Il senso della comunità

9 Giu

La luce si riflette più bianca del solito in questa Domenica mattina. La sensazione è che tanto chiarore durerà poco, come le ciliegie che una tira l’altra. Forse sarà così anche per gli articoli raccolti negli Scritti corsari di Pasolini, forse. Se ci sono autori che arrivano da lontano nella propria storia personale, che ad essa appartengono praticamente da sempre e si stratificano con il diventare grandi, ce ne sono altri la cui scoperta è stata tardiva, è passata dalla necessità e con loro il rapporto è sempre stato ambivalente.
Pasolini è uno di essi, perché i suoi romanzi scarseggiavano nella libreria dei miei genitori e quei due che c’erano parlavano un linguaggio lontano da quello di una adolescente, perché il Pasolini regista ha sempre avuto su di me un fascino accattivante fin dai tempi del liceo e ha offuscato l’amore per lo scrittore, anche se non per la lungimiranza di certo suo pensare.

Gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini in una mattina di inizio Giugno

Gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini in una mattina di inizio Giugno

Da domani, Lunedì 10 Giugno 2013, la comunità che si è formata nei mesi scorsi attorno alla riscrittura in 140 caratteri di #Leucò rinnoverà l’esperienza della twitteratura con Pasolini. Dentro la comunità dei #Corsari apporrò le prime sottolineature, piegherò con le prime orecchie gli angoli delle pagine, attaccherò i primi post it al volume ancora intonso dei miei Scritti corsari, che per cominciare sono di un rosso bellissimo con un’elegante campeggiare in grigio cielo del nome dell’autore.

[Gli account da seguire su Twitter per stare coi #Corsari sono, innanzitutto, quello di Pier Paolo Pasolini e dei suoi Scritti corsari, quindi quello dei tre ideatori del progetto: Paolo Costa, Hassan Bogdan Pautàs e Pierluigi Vaccaneo.]

Aggiornamenti costanti sulla mia avventura e i miei sguardi tra i #Corsari, qui.

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La pelle bianca come la neve

24 Feb

La luce non è abbastanza bianca nei giorni in cui scende la neve, fa quasi male agli occhi.

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Appartiene alle domeniche-roccaforte il caffè ristretto e molto amaro, una miscela intensa di Arabica dall’Africa Orientale. Appartiene loro il tornare a ricordi antichi, ai sogni delle fiabe, ad una femmina bianca come la neve e rossa come il sangue.

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La mancanza d’amore non genera mostri

21 Feb

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Le piccole librerie hanno il fascino delle persone che le abitano, diventano il luogo in cui ci si sente a casa, quello in cui si va a spendere del tempo tra scelte condivisibili o meno, sono il posto in cui si sta anche per delle ore tra volumi di ultima uscita, chiacchiere con il libraio-che-poi-è-anche-un-amico-e-un-consigliere.
Le librerie della grande distribuzione sono rifugi occasionali mentre fuori nevica, quando il tuo uomo non ti chiama ormai da giorni ed è uscito quel disco nuovo e malinconico, quello che ti fa pensare che l’amore spesso è un po’ un fantasma, che l’amore è anche dentro una mancanza.

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Il sangue da cui veniamo

13 Gen

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L’attesa si compone delle pagine con cui sono nata e di quelle che sono diventata.

Questa Domenica ha una luce flebile, un tè al latte, la marmellata di albicocche, l’edizione dei Dialoghi con Leucò che appartiene a mia madre e con la quale sono cresciuta, il fascino delle 700 lire sulla quarta di copertina, delle sottolineature di quando avevo quindici anni e di quelle successive come strati di esistenza.

Da domani si accumuleranno altri strati di esistenza, alle matite ho dato una femminile veste rosa. Il sangue che scorre nelle vene, che ci dice da dove veniamo e ci dirà dove andremo, sarà sempre rosso vivo.

Domani è Lunedì. Domani su Twitter, dopo l’esperimento de La luna e i falò, si avvierà #Leucò, grazie a Pierluigi Vaccaneo, Hassan Bogdan Pautàs e Paolo Costa.

 

Tutto (è) qui.

Lettera d’amore n. 1 – Dell’amore che non si lascia rinnegare

20 Lug

[Le conseguenze dell’amore]
Ogni campo di mais è quella notte.

 

L’amore arriva come la Luna quando è piena, viene da sfidarla un po’.

 

Era notte ed era amore. Era estate fonda.

L’amore non mente in mezzo ai fianchi. E non si lascia rinnegare.

Non tutte le signore guidano un SUV

23 Giu

A metà della strada in salita vive, in una casa bianca con le controfinestre in alluminio color bronzo, Matilde. Se chiedete di Matilde tra i vicini vi diranno tutti che non la conoscono: Tilde, invece, è impossibile non conoscerla. Matilde l’avranno probabilmente chiamata una volta sua madre, il giorno in cui è nata, e una volta il prete sull’altare, il giorno in cui s’è sposata.

Tilde ride sempre a squarciagola gettando indietro la testa, parla a voce alta perché sia lei che suo marito sono mezzi sordi e chi passa sotto le finestre aperte di casa sua può sentire cosa racconta al telefono. Ogni Natale Tilde fa albero e presepe in giardino, esibisce luci degne di Las Vegas e statuine alte un dito, sproporzionate almeno quanto il volume del Jingle Bells che fa andare tutta la notte. Ogni estate in quello stesso cortile si trasferiscono, per un paio d’ore ogni sera, le signore del muretto: giocano a carte e a ogni primiera mancata si urlano l’un l’altra insulti da far invidia ai portuali di Civitavecchia. Tilde è la regina incontrastata delle estati di quartiere con il suo sedere enorme, le gonnellone colorate a pieghe, la passione per il ballo liscio, per le zucchine ripiene e per le crostate di frutta.

Tilde è l’unica delle signore del muretto a guidare l’auto e ha capacità magiche: riesce a caricare quattro grossi sederi nella sua Opel Corsa bianca del 1995 e a portarli tutti a festeggiare al centro anziani senza schiacciare le cibarie che viaggiano con loro. Nessuno è mai stato capace di fermare la sua Opel in corsa. Quando passa lei tutti fanno largo, è inequivocabilmente il terrore e la padrona incontrastata delle curve e della retromarcia con grattata. Il passo ha dovuto cederlo solo una volta a me, quando sono riuscita a cucinare delle meringhe grandi e bellissime mentre a lei o bruciavano o si liquefacevano. Se mi parla ancora è solo perché ha uno spaccio segreto di cetrioli e pomodori con l’orto di mia madre.

Tilde

Tilde ride sempre a squarciagola.

 

(Questo ritratto è parte di un post pubblicato su SettePerUno.)

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