#Corsari

Sono nata alla fine degli anni Settanta. La mia immagine dei corsari, dunque, ha i volti di Sandokan e dei suoi compagni nello sceneggiato televisivo diretto da Sergio Sollima: sono arrivate prima quelle scene che le parole di Emilio Salgari. Anche se giocavo sempre agli indiani quando scendevo in strada con gli altri bambini del quartiere in cui vivevo e avevo i miei cespugli preferiti tra cui nascondermi, ai corsari ogni tanto pensavo. Pensavo più alla loro prestanza e all’onestà dei loro sentimenti che agli intenti politici delle loro battaglie, a dire il vero: ero una bambina, l’unica del quartiere, e mi affascinavano gli uomini innamorati, gli abiti bianchi di Marianna e le tigri buone.
Ai libri di Salgari che già erano nella libreria di famiglia mia madre aggiunse, acquistandolo proprio per me, il libro illustrato con le immagini dello sceneggiato televisivo di Sandokan. Avrò avuto cinque o sei anni, leggevo appena e stentoreamente, i libri avevano ancora la voce di mia madre che li leggeva per me, ma quello potevo sfogliarlo e raccontarmi da sola la storia perché la conoscevo già, l’avevo vista e sentita in televisione.

Gli Scritti Corsari di Pier Paolo Pasolini in una mattina di inizio Giugno

Gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini in una mattina di inizio Giugno

Dovevano passare diversi anni, quasi quindici, prima che mi incuriosissero i romanzi di Pasolini che si trovavano sui ripiani di quella stessa libreria. A loro arrivai, ancora una volta, partendo dalle immagini dei film di Pasolini che avevo visto a scuola. Come già era stato con Salgari, la lettura non superò mai l’impatto della visione. Tuttora il Pasolini regista è il Pasolini col quale mi sento più istintivamente in sintonia, col Pasolini scrittore devo sempre chiedere soccorso alla razionalità.
Proverò a scardinare questo rapporto cerebrale con l’immediatezza richiesta dall’avventura, a colpi di 140 caratteri, che i #Corsari vivranno su Twitter a partire dal 10 Giugno 2013 attorno agli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini.

Pier Paolo Pasolini e Maria Callas, indimenticabile Medea

Pier Paolo Pasolini e Maria Callas, indimenticabile Medea

#Corsari/01
Il «Discorso» dei capelli

@atrapurpurea

Quali sono ora le «cose» di Sinistra?
#Corsari/01/#ipsedubitavit

Σημεῖον è il segno distintivo, l’emblema, ma porta in sé anche la valenza di presagio e di investitura quasi ultraterrena.
#Corsari/01

Lo scandalo tallone d’Achille della morbosità borghese.
#Corsari/01

La sottocultura che diventa moda perde tanto più il senso della propria origine quanto più si omologa in abitudine.
#Corsari/01

[Le rivoluzioni raccontate coi capelli]
«Non c’è giorno che lui non pensi ai capelli.»
(Pauls, Storia dei capelli, @EdizioniSur)
#Corsari/01

#Corsari/02
Analisi linguistica di uno slogan

@LunaOrlandoG

La lentezza con cui sale il sole al mattino contro la velocità del linguaggio richiesta agli slogan.
#Corsari/02

Il sole sale lento sugli Scritti corsari

Il sole sale lento sugli Scritti corsari

L’evolversi delle scelte linguistiche è spia e anticipazione dei mutamenti socio-politici.
#Corsari/02

[E invece]
Non è un paese per vecchi quello che @PasoliniPP vede per il futuro.
#Corsari/02

Dalla sacralità alla magia, ai jeans chiediamo sempre il miracolo.
#Corsari/02

Dal miracolo alla magia: Pasolini, i #Corsari/02 e i jeans

Dal miracolo alla magia: Pasolini, i #Corsari/02 e i jeans

#Corsari/03
La prima, vera rivoluzione di destra

@erykaluna

La passione è la chiave per la libertà.
#Corsari/03

All’umanista, in quanto interessato alle origini e alle sorti dell’uomo, spetta la responsabilità della protesta.
#Corsari/03

Ho sempre scritto, anche nei fioretti per il catechismo, quello che ci si aspettava scrivessi. Poi avevo una cartellina segreta.
#Corsari/03

“Scrivi, di getto e senza ordine. Poi vedremo. Comincia, l’ordine arriva dopo.” Invito al caos i miei studenti ogni giorno.
#Corsari/03

La quiescenza intellettuale dei figli di cotanti padri intellettuali.
(I marziani esistono!)
#Corsari/03

L’ingresso dei ragazzi stranieri nelle aule ci ha costretti a dibattere e ripensare il termine integrazione.
#Corsari/03/scuola

Integrazione per la mia alunna Marwa è insegnarmi l’arabo mentre io le insegno l’italiano. Scambio, senza omologazione.
#Corsari/03/scuola

Scrivo lettere ai miei alunni. Le consegnerò loro agli orali.
Spero d’essere un buon padre.
#Corsari/03/scuola

Lettere agli alunni mentre gli Scritti corsari di Pasolini ci parlano dei padri

Lettere agli alunni mentre i #Corsari/03 parlano
dei padri, dell’integrazione che non è adeguarsi alle aspettative altrui.

#Corsari/04
Acculturazione e acculturazione
@iltarlo

ὁμόλογος «omologo» è uguaglianza che passa dal λόγος, dalla parola, come nella standardizzazione di linguaggi proposta dalla tv.
#Corsari/04

A. Pozzi, Diari ’38.
Milano periferia: ciminiere, sigarette popolari, camera mortuaria, bambini a frane.
#Corsari/04
[La periferia milanese nel 1938, in pieno impero fascista, è agli occhi di Antonia Pozzi «carri di ferraglia sullo sfondo delle ciminiere, l’acqua color conchiglia al porto di mare, il fango e le sigarette popolari di Giulio e Dino». Quando ci si entra «il primo odore è d’ospedale (un misto di lysoform e acido fenico), poi di caserma (odore netto di cesso), poi infine si definisce: odore di camera mortuaria, dolciastro, appiccicaticcio, invadente». La periferia è, anche e soprattutto, un’immagine folgorante di «Bambini: a centinaia, a migliaia, a frane, a nuvole. Ma strani bambini, che quasi non urlano. Hanno la pancia vuota e anche i loro giochi sono deboli».
Antonia Pozzi, Diari 21 II 1938, in Poesia che mi guardi, Luca Sossella editore, Bologna 2010, p. 424]

La periferia di Pasolini in #Corsari/04 e quella di Antonia Pozzi

La periferia di Pasolini in #Corsari/04 e quella di Antonia Pozzi

#Corsari/05
Gli intellettuali nel ’68: manicheismo e ortodossia della «Rivoluzione dell’indomani»
@ElisaCasetta

La rivoluzione implica il movimento, è il moto attorno a un centro di massa fisso sulle proprie posizioni.
#Corsari/05/fisica

La rivoluzione è il sovvertimento, irreversibile e definitivo, di un ordine rigido e indipendente da forze al di fuori di sé.
#Corsari/05

La massa. Il suono che fa la parola lievita attorno alla lingua fino a riempire la bocca. La massa.
#Corsari/05

Un sera caldissima d'estate con l'ossessione della massa negli Scritti Corsari di Pasolini

Un sera caldissima d’estate con l’ossessione della massa negli Scritti Corsari di Pasolini

#Corsari/06
Previsione della vittoria al «referendum»
@VaniuskaR

Caro @PasoliniPP,
l’ordine t’ossessiona e ritieni il caos luogo di insidiose infiltrazioni fasciste.
Niente sonno della ragione.
#Corsari/06

[Misure anticrisi]
Sono una degli italiani che faticano a rinunciare a comodità e benessere.
#Corsari/06

Si può essere #Corsari senza rinunciare a comodità e benessere?

Si può essere #Corsari senza rinunciare a comodità e benessere?
(E con un costumino dai colori delicati…)

Una Risposta to “#Corsari”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Il senso della comunità | Nulla di definitivo - 22 giugno 2013

    […] #Corsari […]

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