#Leucò

Non so dirvi se si nasca lettori. Di certo si cresce lettori.

La famiglia da cui provengo non è una famiglia straordinaria, anzi è una famiglia come molte delle famiglie nate negli anni Settanta del secolo scorso: due impiegati statali che si sposano, accendono un mutuo e comprano una casa, fanno due figli. Lungo il corridoio della casa che comprano c’è un mobile alto, ma non fino al soffitto, di un legno scuro e massiccio, chiuso da ante a vetro nella parte superiore e da ante di solo legno nella parte inferiore. Questo mobile è la libreria di famiglia.

Mia madre racconta che da piccola, gli anni dell’asilo e delle elementari, passavo molte ore a disegnare e scrivere. Non deve essere lei a raccontarmi come queste ore, con gli anni delle medie, siano diventate ore passate a leggere. Ho un ricordo nitido del fascino che i libri contenuti nel grosso mobile di legno esercitavano su di me: erano per lo più Oscar Mondadori appartenuti alla gioventù dei miei genitori, autori di cui ignoravo all’epoca la portata per la storia della letteratura e dai cui titoli mi lasciavo affascinare più che altro per il suono che facevano a leggerli ad alta voce. Cassola, Pavese, Cronin, Lawrence, Brönte, Sciascia, Fenoglio, Calvino, Deledda, Quasimodo erano nomi come altri. Non c’erano divieti, potevo salire anche fino al ripiano più alto e scegliere quello che mi affascinava.

Dialoghi con Leucò, con questo suo accento e questo nome che sapeva dell’epica che si studia a scuola, fu uno dei primi che lessi. Capii poco, a tredici anni, di tanta simbologia, di tanta ineluttabilità e potenza evocativa. Imparai a conoscere una prosa scorrevole e densa e parole nuove. Negli anni non ho mai comprato un’edizione diversa dall’Oscar Mondadori a 700 lire che appartiene a mia madre e che io porto con me da allora. È una copia stratificata dagli anni, dalle esperienze, dalle motivazioni.

Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò, Oscar Mondadori in una edizione del 1972

Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò, Oscar Mondadori in una edizione del 1972

Ora lo sarà anche dalla riscrittura in 140 caratteri che la Fondazione Cesare Pavese avvia il 14 Gennaio 2013 su Twitter con l’hashtag #Leucò e nella quale io tenterò di avventurarmi per i prossimi mesi.

#Leucò/01/Nefele

#Leucò/01/morte

#Leucò/01/contaminazioni/Sanguineti

IMG_0296

Leucò/02/passato

06 Leucò:Chimera

07 Leucò:intimismi

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7 Risposte to “#Leucò”

  1. poetella 24 luglio 2013 a 21:34 #

    i Dialoghetti…
    Il ibro che se ne stava sul comodino in quella stanzuccia dove… fine della corsa!
    Mi vieni a “sentire”, che ne leggo uno?

    http://poetella.wordpress.com/2013/07/22/poetella-legge-cesare-pavese-4/

    (è stato il libro più ho più amato, per anni…
    prima di scoprire Lobo Antunes…
    beh, amore giovanile…ma pur sempre amore. Smodato. Di quelli che ti lasciano il segno.

    • Silvia 24 luglio 2013 a 21:38 #

      Lo avevo notato prima passando e mi ero già ripromessa di ripassare di lì con un pc a disposizione nei prossimi giorni: stasera dal cellulare è complicato per me. 🙂

      • poetella 24 luglio 2013 a 21:39 #

        ti aspetto, ragazza!
        (visto che non posso chiamarti per nome…che è …spettanza d’altri!)

  2. gelsobianco 25 luglio 2013 a 01:07 #

    Io ho amato tantissimo questo libro!
    E tutto Pavese!
    Io avevo una grande stanza, tutta colma di libri,
    Mi arrampicavo sulla scaletta per scoprire.
    Talvolta ho anche sbagliato a scegliere.
    Me ne accorgevo da sola.
    Non comprendevo.

    Io non sono mai stata su Twitter…
    Proverò.

    Bello ciò che scrivi!
    Ti sorrido
    gb
    Io non ho neppure un blog!

    • Silvia 25 luglio 2013 a 08:34 #

      Non si sbaglia mai a scegliere, sono convinta che certi libri arrivino e basta. 🙂

      P.S. Non è necessario avere un blog. Io ce l’ho e ci scrivo poco. 😉

      • gelsobianco 25 luglio 2013 a 22:51 #

        Sì. Hai ragione.
        Certi libri arrivano.
        Io ero, però, praticamente una bimba e quindi… prendevo libri che, poi, dovevo abbandonare.
        In seguito ho scelto sempre libri che mi invitavano ad essere scelti.

        P.S. Sono d’accordissimo con te. Non è necessario avere un blog. Io, poi, non so neppure che cosa sia esattamente twitter e fb.
        Viaggo nel web e mi fermo dove trovo interesse vero.
        Da te farò molto soste!:-)

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  1. Il senso della comunità | Nulla di definitivo - 9 giugno 2013

    […] #Leucò […]

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