Tag Archives: intimismi
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11 di #100happydays: definire i segreti

24 Mag

Non ho mai tenuto un diario. Sono una che parla poco, i segreti sono dentro i silenzi e le vaghe, sintetiche, anche fantasiose informazioni che fornisco in merito alla mia emotività quando insistentemente interpellata. Lo scrigno è il mio corpo, non un lucchetto adolescente e dorato.

Ho molti quaderni: alcuni già scritti per intero; altri costellati di disordine che li invade in più punti contemporaneamente; gli ultimi in attesa ma sempre pronti, come le spose vergini delle scritture antiche.

Nessuno dei quaderni già scritti contiene segreti indicibili, ma tutti percorrono la memoria, l’emanazione, la proiezione di desideri. Cos’è, dunque, un segreto?

Scrivere i segreti

Scrivere i segreti

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5 di #100happydays: la solitudine

24 Apr

Bisogna essere molto forti per amare la solitudine. (Pier Paolo Pasolini)

Più mi lasciano sola più splendo. (Alda Merini)

Chi fa da sé fa per tre. (Proverbio popolare)

 

Vivo in provincia. Una provincia abbastanza vicina alla grande città da avere dei cinema aperti anche il pomeriggio dei giorni infrasettimanali. Sono nata in provincia, ho sempre vissuto in provincia. Anche quando anni fa ho scelto di andare a vivere lontano da dove ero nata per imparare a cavarmela da sola ho finito, senza troppo ragionare, per scegliere la provincia.

Imparare a cavarmela da sola, nella mia testa, comportava prima di tutto imparare a gestire la solitudine. Per questo serviva  un posto lontano da quello in cui ero cresciuta, un posto in cui non conoscessi nessuno, dove dovessi crearmi una rete di contatti a partire da zero. Non era una fuga, non era uno strappo, era un’operazione di costruzione, di rafforzamento, di presa di coscienza dei limiti e delle possibilità. Era uno spazio di libertà.

Non so ancora gestire sempre e comunque la solitudine, ma ho scoperto dentro la solitudine degli spazi e dei tempi in cui l’emozione si ingigantisce fino a creare una bolla attorno al mio corpo. Ho scoperto che un cinema vuoto, col suo schermo enorme per due occhi soli, crea distensione ai muscoli del collo e delle braccia, consente l’abbandono ai suoni e alle immagini e regala uno straniamento sublime. Ho scoperto che il pomeriggio custodisce la magia del tempo che scorre diverso a seconda della stagione: in inverno si entra in sala con la luce e si esce col buio; in estate si entra in sala con il sole forte e caldo e si esce sorridendo ancora alla luce e a una temperatura meno aggressiva.

 

Solitudine in sala cinematografica

Al cinema da sola, di pomeriggio.

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3 di #100happydays: dare un nome e un luogo

22 Apr

Dare un nome è atto di creazione. Nominandolo, quello che prima era un’idea, un’ipotesi, una speranza diventa presente, materia, emozione.

Dare un luogo è atto di senso. Collocando un ricordo, un’aspettativa, un oggetto cerco l’orientamento, pongo le basi per una scelta, compio un primo passo verso un altrove.

 

 

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Un pomeriggio di timido sole e aspettative

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2 di #100happydays: il corpo

21 Apr

Il cielo si prepara al tramonto e si apre. Il cielo dirada le nubi, si carica d’attesa. L’acqua è alla temperatura giusta quando infilo il braccio destro in mezzo alla schiuma. La luce entra dalla finestra rotonda alla mia sinistra, scompone la schiuma in piccole bolle gonfie dell’aria creata dalla caduta verticale dell’acqua dal rubinetto.
È attesa il cielo, è attesa la pelle già nuda e gli occhi che guardano alzarsi il livello dell’acqua e crescere il volume della schiuma. Si allenano, prima del cuore, a riconoscere i movimenti che fa l’amore. La pelle li sa già.

 

 

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Verso il tramonto con la pelle candida

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