Che cosa ci facciamo qui #5

26 Mag
fiori bianchi e scarpe rosse

i petali, chissà noi

 

 

[poi sono uscita nel tramonto, dietro di te, la luce rasente terra e non ancora gialla]

Il tuo modo di andare via, agitando la mano grande e con gli occhi fissi nei miei, mi detiene. Quest’orlo del precipizio, questo forse costante che sono i tuoi dolori pregressi ed eterni e le paure, uguali, mie e tue. Quest’orlo insegue l’andamento elastico di tutto il fuggire che facciamo dentro una boccia tonda per i pesci.

Mi sono innamorata di te per il carico dei silenzi, per il premere che fanno al mio cuore e alle mie cosce, per l’irruenza che conferiscono allo sguardo quando lo posi sulla mia pelle nuda.

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2 Risposte to “Che cosa ci facciamo qui #5”

  1. lauraapalmer 9 giugno 2014 a 17:28 #

    “Mi sono innamorata di te per il carico dei silenzi, per il premere che fanno al mio cuore e alle mie cosce, per l’irruenza che conferiscono allo sguardo quando lo posi sulla mia pelle nuda.” molto denso, molto bello

    • Silvia 12 giugno 2014 a 11:36 #

      C’è una dimensione densa dei silenzi.
      (Grazie.)

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