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4 di #100happydays: tornare insieme a mia nonna

23 Apr

La cucina di mia nonna è verde acqua, con un tocco di giallo dato dalle sedie. Una solida cucina Salvarani in formica, materiale della modernità e dell’economicità negli anni Cinquanta. Col tempo i pensili, il tavolo e le sedie sono rimasti immutati. Il frigorifero, il forno e la cucina a gas sono stati sostituiti da elettrodomestici elettrici, tecnologici. Credo sia stato allora che mia nonna ha smesso di cuocere il pollo arrosto più unto e con le patate più buone di tutta la mia storia nel forno della cucina e ha preso a farlo nel vecchio forno a gas che aveva sistemato in garage. Le mattine della domenica, a quel punto, si sono animate di mio nonno che veniva spedito a intervalli di tempo regolari a controllare la cottura in garage.
Il mio ricordo più vivo delle attività nella cucina di mia nonna, però, precede questa fase e si incaglia sui pomeriggi in cui la guardavo rammendare, ridare una forma smagliante a tutto ciò che poteva: i calzini di mio zio, le sue calze da reggicalze color carne, le tute da lavoro di mio nonno, gli strappi ai vestiti miei o di mio fratello. Mia nonna avrebbe voluto fare l’ostetrica, ma non c’erano abbastanza soldi in famiglia perché potesse studiare. Chissà che quel suo rammendare e cucire, senza che alcuna ferita agli abiti si notasse più, non fosse un modo per ridare la vita? Questo è ciò su cui fantastico oggi io, io che cerco sempre un senso alle coincidenze, agli eventi, ai gesti.

In quei pomeriggi non avevo ancora dieci anni e il mio sguardo era rapito contemporaneamente dalle mani di mia nonna che parevano fare un gesto sempre uguale con risultati diversi; dai disegni di bambini sui cavallini delle giostre che campeggiavano sul bordo della scatola in latta, ex scatola dei biscotti, in cui nonna teneva i bottoni; dalle fogge e dai colori dei bottoni stessi, tutti sparsi e confusi nella scatola così che ero libera di infilare la mano nel mucchio fino a farla scomparire del tutto e bearmi della sensazione di freddo sul palmo della mano a contatto col fondo metallico della scatola.

Il tempo e la memoria

I bottoni dei ricordi

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3 Risposte to “4 di #100happydays: tornare insieme a mia nonna”

  1. lovelymilano 5 maggio 2014 a 18:06 #

    Mi sarebbe piaciuto vedere anche una foto della cucina. La formica non si userà più, ma proprio per questo è un tuffo nel passato che continua ad affascinare 😉 Ciao!

    • Silvia 6 maggio 2014 a 09:03 #

      Vivo lontano, ormai, da quella casa. Vedrò di ricordarmi di questo tuo desiderio fino all’estate, quando tornerò dove sono nata e cercherò di scattare una foto. 🙂

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