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La linguistica dell’eros

24 Lug

 

 

foto di The Babalaas

foto di The Babalaas

Da piccola cazzo era una parolaccia che mi insegnavano a non pronunciare, guai a lasciar spazio alla volgarità. Dev’essere per questo che ora non lo chiamo mai in altro modo, né quando scrivo, né quando parlo con le amiche e ne decanto le lodi, né quando il mio uomo è nudo a pochi centimetri da me. Non sono un medico, non ho ragione di chiamarlo pene. Non sono una che si interessa di eros per pruriti sopiti in sé che tenta di risvegliare in altri, non ho ragione di chiamarlo membro.

 

 

La linguistica dell’eros è tutta intera su I discutibili, che ringrazio per l’ospitalità.

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2 Risposte to “La linguistica dell’eros”

  1. Sandro jr 25 luglio 2013 a 00:38 #

    Parole che, usate fuori dal loro contesto, sono la foglia di fico degli ipocriti Non credo che farne a meno ci farà finire all’inferno.
    Sandro

    • Silvia 25 luglio 2013 a 08:38 #

      In caso di inferno ti saprò dire, perché ho molte ragioni per finire da quelle parti. Proprio io che odio il caldo! 🙂

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