Bigodini e borghesia

3 Mag

Tersilia è una donna robusta, tinge i capelli, corti e arricciati con i bigodini, di un colore castagno per sminuire i suoi settanta (e qualcosa?) anni, ma le rughe sul viso e le mani tozze e ruvide la tradiscono. Così come tradiscono una vita spesa a lavorare con le mani: Tersilia ha sempre fatto la cuoca nelle mense aziendali, straordinari compresi. Terza di tre figli porta la sua posizione nel nome, ma deve aver ascoltato in televisione che Tersilia deriva dal latino allora si vanta raccontando che avevano scelto apposta per lei un nome nobile, apposta per la luminosa bellezza evidente fin dalla culla. Ovviamente Tersilia non sa riferire quella storia che il nome deriva dal latino, accorcia un po’ i riferimenti culturali e ricama attorno ai dettagli della sua nascita regale: oltre che cucinando, Tersilia ha speso la vita raccontando i fatti di tutto il quartiere e negli anni ha affinato la propria arte dell’invenzione.

Nelle sere d’estate si radunano, a sedere lungo il muro sulla strada sotto casa sua, le anziane che abitano nella via, portando ciascuna la propria sedia. La strada è leggermente in salita e la casa di Tersilia è quella posta nel punto più in alto, il punto di osservazione ottimale per tenere d’occhio chi entra e chi esce dalle case, le macchine che passano, i baci che i giovani rubano alle fidanzate riaccompagnandole a casa. Le signore schierate in formazione compatta lungo il muro, coi piedi distesi in avanti e sovrapposti, sono donne posate nei modi, ma fanno andar la lingua e perdono le staffe solo quando c’è da fare a gara su chi è la più brava a stirare, a fare la spesa o a cucinare.

Tersilia l’ha avuta vinta su tutte una volta per tutte anni fa, quando è riuscita a spacciare una propria ricetta di una semplicissima torta margherita come ricetta mantovana che lontane parenti preparavano per allietare i tè serviti in casa loro. La provenienza dal Nord fece il resto e ammantò tutto di borghesia e servizi d’argento perfettamente lucidati. Tutte le donne della via, anche le più giovani, hanno provato a realizzare almeno una volta la Torta Mantovana di Tersilia con tutte le maiuscole al posto giusto.

(Questo ritratto è parte di un post pubblicato su SettePerUno.)

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8 Risposte to “Bigodini e borghesia”

  1. Sandro jr 4 maggio 2012 a 10:31 #

    Mi hai fatto tornare alla mente la nostra “Tersilia”, un ripetitore di fondamentale importanza per noi ragazzi di un quartiere delle periferia di Roma. Un po’ la rimpiango. Ancora un ritratto riuscito.
    Sandro

    • Silvia 4 maggio 2012 a 13:37 #

      Di cosa raccontava la vostra Tersilia?
      Era sola o si avvaleva di collaboratori? La mia Tersilia dà credito a tutti, anche a quelli che riportano voci in chiara contraddizione tra loro. Tanto lei poi dalle voci in circolazione crea un notizia assolutamente nuova e fantasiosa! 🙂

  2. intesomale 11 maggio 2012 a 14:49 #

    non so perché, ma queste righe mi hanno fatto pensare che lo spicchio di umanità che vedo è piccolissimo… che ci sono luoghi vicini che sono per me più lontani del medio oriente, che ho regalato parole a occhi velati e non mi sono mai fermato a pensare a cosa dire a vecchi bigodini di periferia, che forse contengono, oltre alle torte, il cuore banale e pulsante della parola che viaggia… insomma, mi è piaciuto tantissimo questo pezzo. E quindi dico boiate, e le dico pure col registro sbagliato…

    • Silvia 14 maggio 2012 a 00:25 #

      Il registro mi sembra azzeccato, invece.
      Quel che non capisco bene è perché non si possano, contemporaneamente, spendere attenzione e parole per occhi velati e periferie. C’è solo, forse, dà dar respiro allo sguardo.

      • intesomale 14 maggio 2012 a 00:31 #

        si può, si può! Sono io che mi accorgo di non farlo abbastanza, ma rimedierò!

      • Silvia 14 maggio 2012 a 00:43 #

        Tu sei così bravo con Antigone che non hai ragione di cercare bigodini. 😛

      • intesomale 14 maggio 2012 a 00:51 #

        ma mi sa che Antigone, lei, è brava anche coi bigodini, quindi per capire lei bisogna forse capire anche loro. Comunque grazie di cuore.

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  1. Non tutte le signore guidano un SUV « Nulla di definitivo - 23 giugno 2012

    […] la notte. Ogni estate in quello stesso cortile si trasferiscono, per un paio d’ore ogni sera, le signore del muretto: giocano a carte e a ogni primiera mancata si urlano l’un l’altra insulti da far invidia ai […]

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