Ho sempre voluto essere Wonder Woman

20 Gen

Se una donna è veramente multitasking lo si appura anche nel momento in cui l’uomo che le piace la chiama: “Mangiamo insieme? Passo a prenderti tra un quarto d’ora.”

Quando l’uomo che la affascina la chiama la donna è appena rientrata a casa, si è struccata e ha indossato tuta e ciabattoni, ma non ha ancora fatto pipì. In stato emotivo confusionale pronuncia un sì concentrandosi solo sul tentativo di non far percepire a lui l’eccessivo entusiasmo. Chiude la comunicazione, cade nel panico, ma non si perde d’animo. Sa, perché lo sa, di essere multitasking.

“Bene, 15 minuti.” Fa un giro a vuoto nello spazio su se stessa, si è sempre un po’ sentita Wonder Woman. “Scollatura, parecchia scollatura visto che lo farò aspettare. Il ritardo scomparirà dietro la scollatura.” Una tattica dozzinale, ma in quindici minuti non ci stanno anche le raffinatezze. Da quando in qua gli uomini guardano più le raffinatezze che le tette? “Via!”

Rinfresca velocemente il viso, stende un velo sottilissimo di crema idratante mentre fa pipì, non si rialza dal water prima di aver dato un’aggiustatina alla linea arcuata delle sopracciglia. Nel frattempo è rimasta in mutande e reggiseno e può provvedere a rivestirsi, semplice ma accurata, soprattutto veloce. Due gocce di profumo, “Dio benedica lo spray!” pronuncia tra sé e sé, un velo di fondotinta e uno di cipria, “Ottima scelta questa cipria in polvere, non lo dimenticherò”. È talmente multitasking che ragiona anche sulle impensate utilità dei prodotti di bellezza. Dopo aver sottolineato il contorno inferiore dell’occhio con un tratto di matita con una mano dà una sfonata ai capelli, con l’altra stende il rimmel. Non ha una terza mano per rispondere al telefono che sta squillando, lo ignora tanto sa come farsi perdonare. Due pennellate di fard, velocissime, perché è sulle labbra e sul loro colore acceso che bisogna avere il tempo di concentrarsi.

Infila le scarpe, un paio di décolletés dal tacco altissimo, con poco più di cinque minuti di ritardo e poggia un foulard attorno al collo. Quello che conta veramente è la conferma di essere ben oltre il multitasking: arriva dallo sguardo che la avvolge sull’ultimo gradino della scala.

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8 Risposte to “Ho sempre voluto essere Wonder Woman”

  1. Sandro jr 21 gennaio 2012 a 00:51 #

    Forse è Wonder Woman che avrebbe sempre voluto essere una donna “normale”, una che quando gira su se stessa non è sempre uguale, ma è in grado di trasformarsi a seconda delle occasioni o delle esigenze, e che riesce a volare anche col tacco 12. E anche noi maschietti vorremmo essere così abili, ma nascondiamo questo limite non mettendoci la cravatta e non facendoci la barba: non basterebbe un’ora.
    Sandro

    • Silvia 23 gennaio 2012 a 20:04 #

      Io riesco a volare sul tacco 12, per terra magari, ma è pur sempre un volo. 🙂 (Ci cammino di un cauto su quel tacco 12! 🙂
      Dovrebbero lasciarsi guardare dalle Wonder Women gli uomini mentre si fanno la barba, lasciarsi annodare la cravatta tenendo il viso a pochi centimetri da quello di una Wonder Woman: l’ora sparirebbe col dilatarsi del senso del tempo.

  2. intesomale 17 febbraio 2012 a 09:57 #

    “Non ha una terza mano per rispondere al telefono che sta squillando, lo ignora tanto sa come farsi perdonare.”

    ecco, un giorno mi dovrete spiegare perché viviamo in una società in cui se non rispondi al telefono devi sentirti in colpa. Che palle, dobbiamo essere raggiungibili da tutti in ogni istante, e poi non riusciamo a fare altro se non nasconderci dietro a dei cliché sempre uguali e sempre meno affascinanti… che peccato…

    • Silvia 17 febbraio 2012 a 10:18 #

      Essere braccati ci dà l’illusione di avere la situazione sotto controllo.

      • intesomale 20 febbraio 2012 a 14:33 #

        A me – mente semplice – da là sensazione che ce l’abbia chi mi bracca… ma capisco il punto di vista e ringrazio per la spiegazione.

    • Alessandra Bianchi 19 febbraio 2012 a 07:57 #

      E’ vero.

  3. alegbr 21 febbraio 2013 a 14:34 #

    Hai reso benissimo, confesso un debole (dopo che ho suonato il clacson) per le donne che si truccano allo specchietto della macchina in fila sulla tangenziale…:-D

    • Silvia 21 febbraio 2013 a 15:57 #

      Confesso che sappiamo di essere guardate spesso. Le donne più generose con se stesse se ne compiacciono sorridendo e civettano un po’ nel truccarsi. 🙂

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